Fintech: di cosa parliamo - At Factory
15983
single,single-post,postid-15983,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-7.7,wpb-js-composer js-comp-ver-4.7.4,vc_responsive

24 Apr Fintech: di cosa parliamo

fintech

“C’è che subisce l’onda e chi la cavalca” afferma Nicola Borzi, de Il Sole 24 ore, parlando di migrazione verso il Fintech.

Mai parole furono più appropriate: da attori o da semplici spettatori il Fintech ci circonda e non ce ne rendiamo conto. Come mai?

Il primo problema, quello più importante di tutti,  è di certo collegato alla mancanza di una basilare educazione finanziaria. Ma proviamo lo stesso a rispondere alla vostra domanda: cosa è esattamente  il Fintech?

Evitando definizioni prestampate e partendo da un sondaggio sul significato che le persone comuni attribuiscono alla parola, emerge come, anche fra i c.d. Millennials, si pensa al fenomeno Fintech come a qualcosa di quanto più lontano possa esistere nella vita della gente comune tanto da assumere addirittura – e spesso – connotazioni completamente negative;  tanto da percepirne sicuramente la componente tecnologica senza però comprenderne realmente il significato,  il potenziale ma soprattutto  la presenza costante nel proprio quotidiano.

E invece, se il software che interpreta la finanza o l’algoritmo che suggerisce l’investimento giusto vi sembrano lontani da noi, gli smart contract sono a noi invisibili e i robo-advisor ci suonano come alieni, il mondo dei mobile payments è ormai per tutti all’ordine del giorno.

Non siete ancora convinti di sapere cos’è il Fintech e di esserne già utenti,  vero?!

Pensate allora ai pagamenti via app, alle transazioni dal proprio smartphone, al mobile banking, a Paypal. Vi è sicuramente capitato di usarli! Domandatevi ancora se avete mai sbirciato in vetrine virtuali i prodotti scontati, o se avete archiviato su cloud i vostri documenti bancari cartacei. E che dire della piattaforma di crowdfunding a cui avete pensato per finanziare un vostro progetto!? O delle ricerche sulle migliori quotazioni online per la vostra polizza assicurativa?

Bè…siete inconsapevolmente immersi nella rivoluzione Fintech anche se non avete (ancora) mai sentito parlare di Blockchain e di monete virtuali.

Per i più scettici di voi e per chi non si accontenta dei numerosi esempi che vi abbiamo fatto, il  Fintech (crasi di Financial Technology) è definibile come un insieme dinamico – che si espande davvero in fretta – plasmabile disruptive del  tradizionale mondo bancario, finanziario e assicurativo.

Consente di fornire servizi e prodotti finanziari sfruttando le più avanzate tecnologie: ci stanno dentro transazioni e pagamenti, intermediazione finanziaria, gestione del rischio e del risparmio e valute elettroniche. Dal crowdfunding alle criptovalute al bitcoin, dai salvadanai digitali ai prestiti peer to peer, dal wealth management ai robo advisor, dal blockchain all’invoice trading, fino a coinvolgere il vicino sistema assicurativo, anch’esso travolto dal c.d. Insurtech.

Non è di certo un caso che il fenomeno sia venuto fuori dalla crisi del 2008 e dal bisogno diffuso di rendere più sicuro, meno costoso e più accessibile il mondo della finanza, come sottolinea The Economist. Non si tratta solo di innovare, si tratta di riconquistare la fiducia del consumatore, tradito e deluso da un sistema bancario, assicurativo e finanziario ormai al collasso.

Insomma, se l’obiettivo primario è quello di migliorare la qualità dei servizi finanziari, bancari e assicurativi grazie al settore ICT e alle nuove tecnologie,i vantaggi per noi consumatori sono immediati e si traducono in un  netto taglio dei costi, in prodotti personalizzati ed adatti alle nostre esigenze e  in nuovi metodi per reperire risorse finanziarie. Il mondo digitale diventa così strumento di innovazione bancaria e finanziaria, come viene fuori dall’analisi  del Prof. Carlo Alberto Carnevale Maffè su Nòva.

E’ questa la ragione per cui tantissime start up si stanno sviluppando all’interno del settore, specializzandosi in servizi di nicchia. In questo panorama le banche non si limitano più a finanziarle ma tendono a supportarne lo sviluppo e ad integrarle nel  core business bancario, come affermato da Doris Messina  (citata tra i Top Influencers Fintech in Italia su letstalkpayments.com). Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale, organizzativa e di competenze in cui i rischi si mescolano ai vantaggi, con ripercussioni  sul customer service, nella creazione di soluzioni che possano migliorare l’esperienza degli utenti, partendo dalle loro necessità. Lì dove tutto è cominciato.

No Comments

Post A Comment